Sotto il sagrato della chiesa della Madonna del Ronco incontriamo una galleria, scavata a scopi militari, risalente alla prima guerra mondiale.
Nei dintorni esistono tre gallerie di questo tipo: a Sondrio, a Menaggio e, appunto, a Brienno.
La “galleria del Puncett” (il nome deriva direttamente dal toponimo della località in cui si trova) era parte integrante della linea di difesa nord ovest, la cosidetta “Linea Cadorna”, che aveva lo scopo di bloccare eventuali invasioni dal nord.
Il nome della costruzione, chiarificatore, è legato alla dinamica di funzionamento: in caso di invasione, infatti, la galleria, riempita di esplosivo, veniva fatta esplodere, portando in questo modo al crollo della strada soprastante.
L’opera difensiva è costituita da un corridoio d’ingresso e da una galleria principale, da cui si staccano sei diramazioni a servizio, così divise:
A lato dell’accesso si trova la stanza ipogea, dove un tempo era alloggiato il generatore dell’energia elettrica.
Oggi è adibita a piccolo museo di cimeli storici delle guerre.
Sul fondo dei pozzi venivano calate attraverso delle carrucole le casse di esplosivo; successivamente i pozzi venivano riempiti di acqua proveniente dalle cisterne: l’acqua aveva il compito di fare da “tappo”, ovvero d’impedire un’esplosione in verticale favorendone invece una in orizzontale.
L’implosione causava il riversamento sulla sede stradale della galleria sottostante di materiale roccioso proveniente dalle pareti in prossimità dei pozzi. Precludendo il passaggio ma non distruggendo la volta della stessa, cosi le truppe nemiche avrebbero subito un rallentamento e/o un eventuale sbarramento verso Como, essendo la via Regina a quell’epoca il solo collegamento carrozzabile nord-sud.
Nell‘opera difensiva si possono notare alcune curiosità come: parti dell’impianto elettrico, rubinetti per azionare il flusso d’acqua, tombini di controllo ed alcune scritte come ad esempio “w toro” e dei nomi propri, probabilmente di operai che vi hanno lavorato o di soldati addetti alla manutenzione e pulizia della galleria, proseguita ancora per anni dopo la guerra.
L’opera rappresenta un capolavoro dell’ingegneria militare: il tunnel è interamente scavato nella roccia e rivestito con mattoni. Il pavimento è realizzato con beole in pietra sotto i quali scorrono i canali adibiti a portare l’acqua a sei pozzi profondi nove metri.
Lo scopo dei pozzi, lungi dal costituire un deposito d’acqua ad uso civile, è presto spiegato: avrebbero dovuto contenere gli esplosivi in immersione, compresi i relativi detonatori.
In caso di necessità, tramite delle carrucole l’esplosivo sarebbe stato calato in fondo ad ogni pozzo; una volta innescate le bombe tramite il detonatore, il pozzo sarebbe stato riempito d’acqua.
Lo scopo dell’allagamento era utilizzarne il peso per favorire la demolizione verso il basso.
L’esplosione avrebbe provocato il crollo della galleria sottostante, la galleria di Brienno sulla Via Regina.
Fatto questo, l’unica via percorribile sarebbe stata spazzata via, costringendo il nemico a trovare passaggi alternativi per dirigersi verso sud.
La galleria, realizzata con la massima attenzione, si trova in ottimo stato di conservazione.
Questo consente di accedere ai bunker e ai locali di servizio scavati nella roccia per una visita.
Tale visita deve essere prenotata; in alternativa si può accedere in occasione di aperture straordinarie nel corso dell’anno.
Un ringraziamento speciale va agli Alpini di Brienno che, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, hanno reso visitabile un sito di importanza storica.