La Chiesa della Madonna del Ronco o Chiesa della Madonna Immacolata si trova in posizione estremamente panoramica su uno spuntone di roccia a picco sul lago, in un’atmosfera unica grazie allo scenario davvero suggestivo che permette di spaziare con lo sguardo da Como a Tremezzina.
La zona è familiarmente chiamata Puncett dagli abitanti di Brienno; si tratta dell’unica chiesa del borgo orientata lungo l’asse sud-nord e con l’abside rivolto a nord, in virtù della singolare conformazione geografica della Punta di Ronca su cui è stata edificata.
Eretto su un più antico e modesto oratorio, questo gioiello fu costruito nel XVII secolo e terminato certamente entro il 1707; probabilmente restaurato nel 1865, in contemporanea con la realizzazione del campanile.
L’edificio si presenta di dimensioni contenute e dalle forme sobrie: facciata a capanna con frontone timpanato e quattro eleganti lesene di ordine ionico poggianti su lastroni in granito.
Al centro, sopra l’arco centrale si apre una finestra con archivolto a tutto sesto.
Ai lati dell’ingresso sotto il porticato, probabilmente frutto di un ampliamento del 1865, si aprono due finestre inferriate dotate di sedili-inginocchiatoi in granito e urne per la raccolta delle o erte.
Le modanature del portico sono in pietra “molare” finemente lavorata.
All’interno lo spazio è organizzato in un’unica navata, luminosa malgrado l’intera parete di sinistra sia cieca.
Entrando si scorge sulla destra un’acquasantiera poggiata su stelo in granito; il pavimento di tutta la chiesa, a eccezione del presbiterio in cotto, è in grosse piode locali.
Sopra l’ingresso si osserva un’ampia loggia, pensata e progettata per ospitare il coro o un organo.
La balaustra che divide il presbiterio dalla navata è in marmo di Verona.
Nella navata sono visibili le cornici in gesso che dovevano contenere quattro tele tardo settecentesche rispettivamente raffiguranti la deposizione di Cristo, una sessione del Concilio di Trento, la nascita di Cristo e l’Annunciazione. Le tele sono state trafugate negli anni Ottanta del secolo scorso.
Le decorazioni pittoriche più significative si concentrano nella zona del presbiterio, ovvero nella cupola e nei quattro pennacchi che la sostengono. La volta ribassata della cupola ritrae la scena dell’Apocalisse in cui la Madonna e Gesù combattono e uccidono il drago dalle sette teste alla presenza di San Giovanni Evangelista e di schiere di angeli. I pennacchi raffigurano i due profeti Isaia ed Ezechiele e i due re d’Israele Davide e Salomone. Ognuno dei personaggi biblici esibisce una stele recante le citazioni riferite alla Madonna e al prodigio dell’immacolata concezione.
Nell’abside l’altare maggiore presenta quattro colonne in gesso dipinte a marmo e nella nicchia una statua lignea della Madonna con corone di fiori in ferro dipinto. Sui lati pareti di fondo di colore azzurro con stucchi decorativi e bassorilievi della Madonna e San Giuseppe.
Dell’altare di sinistra, anch’esso dedicato alla Vergine, spicca il basamento realizzato a “scagliola”, tecnica che tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento nacque per imitare l’intarsio con marmi e pietre dure, mescolando lo stesso gesso (scagliola), unito con colle naturali e pigmenti colorati.
Questa tecnica è tipica della Val d’Intelvi ed è presente in molte chiese del territorio.
Nel vano che precede la sagrestia, infine, si osservano due ex voto di fattura locale e popolare.
Un ex voto allude ad un episodio di fine ottocento dove il crollo di un balcone sopra il vecchio molo di Brienno trascinò con sé alcune donne, ma fortunatamente si contò un’unica vittima.
L’altro episodio allude, invece, alla grazia ricevuta dopo il crollo di un’impalcatura di una fabbrica in costruzione.
Sotto il sagrato della Chiesa è infine possibile fare un salto nel passato di circa 100 anni, osservando una fortificazione appartenente alla linea Cadorna della quale possiamo riconoscere ancora oggi bunker, stanze di servizio e gallerie.