Brienno è un paese arroccato sulle sponde del Lago di Como, distante solo una ventina di minuti da Como e circa un’ora da Milano.
Brienno, il borgo labirinto, è una vera capsula del tempo che mantiene intatta la sua bellezza senza tempo: l’abitato regala caratteristici scorci di scalinate in pietra e vie anguste, sprigionando tutto il fascino del borgo medievale. Incorniciato dai monti di Briante e San Bernardo, coniuga la severa asprezza delle montagne e della roccia alla morbidezza carezzevole del fluire dell’acqua.
Brienno conserva intatte le sue origini di borgo medioevale: le case in pietra fondate nell’acqua che guardano come sospese il paese di Nesso e il suo Orrido, le strette viuzze che a malapena separano gli edifici, gli stupendi portici, le scalinate e i sottopassi, fanno di questo luogo un autentico gioiello.
Brienno è stata fondata quasi certamente dai celti, i quali hanno lasciato tracce nel territorio già a partire dal IV secolo. In seguito all’arrivo dei Romani, Brienno diventa colonia: di questo periodo ci sono rimaste testimonianze attraverso le lapidi romane rinvenute nel borgo.
In epoca comunale, Brienno fa inizialmente parte del territorio di Como: le prime fonti storiche attestate risalgono al X secolo. In questa fase viene attestata l’esistenza di un castello, il che fa propendere per l’idea che Brienno rappresentasse un caposaldo del sistema difensivo lacustre.
Il borgo prende parte alla Guerra dei dieci anni tra Como e Milano.
Dopo la sconfitta di Federico Barbarossa, apparterrà prima a Milano e in seguito diverrà feudo del Vescovo di Como.
Relativamente a questo periodo, una leggenda racconta che, dopo la sconfitta di Legnano, l’imperatore fece tappa proprio a Brienno, ubriacandosi per attenuare il dolore dell’onta militare. Uscendo dalla taverna inciampò in un gradino e sbatté la testa così forte da perdere un dente.
Il dente, recuperato da un abitante, fu conservato in una teca parrocchiale fino al 1937, quando il vescovo di Como decise di eliminare tutto ciò che non poteva essere considerato una vera reliquia di santi.
Nell’XI secolo viene costruito il campanile romanico di Sant’Anna.
Nel 1335 Brienno viene citata negli Statuti di Como, all’interno dei quali la comunità viene obbligata alla manutenzione della via Regina per il tratto che interessa il territorio. Durante la dominazione spagnola della Lombardia, Brienno sarà ceduto alla famiglia Gallio. Solo nel 1948 si costituirà in vero e proprio Comune.
All’ingresso del paese ci accoglie l’antica Chiesa di Sant’Anna una delle più antiche del Lario, come testimonia il campanile romanico del XI secolo.
A pochi passi dalle rive del lago, possiamo ammirare la chiesa dei Santi Nazaro e Celso, all’interno dipinti del maestro Gian Paolo Recchi, due pregevoli vetrate del XVI secolo e una pala d’altare di Andrea de’Passeri, sul sagrato della chiesa troviamo il Monumento ai Caduti, si tratta di una statua in bronzo raffigurante un soldato alpino con una pietra nella mano, scena che ricorda un episodio della guerra di Libia, dove il reggimento Morbegno composto in prevalenza da soldati nativi di questi luoghi, accerchiato dal nemico, senza munizioni per resistere, si armò di pietre e sassi.
Vicino al cimitero del paese, in splendida posizione panoramica sorge la Chiesa dell’Immacolata, sotto la piazza antistante la parrocchia è conservata una fortificazione della linea Cadorna costruita durante la prima guerra mondiale, sono ancora visibili i bunker, le gallerie e i locali di servizio.